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I gradini di San Domenico
sono consumati dal tempo,
pietre frantumate e sconnesse
per il passo pesante e monotono
delle anime pie che si affidano
all’immagine divina e devota
dell’implorante Madre.
È medianico il basso suono
dell’organo che emana
dolci litanie tarantine
nella notte stellare.
Incontro a piazza Fontana:
attende un cenno il vocio
della gente che guarda
il bianco della Croce.
M’affaccio al vocio
che irrompe nell’aria
della serena serata di aprile
e filtra tra le pieghe
delle nere tonache.
Credo che il dondolio
dei perdoni fermi il tempo
di un’attesa irrazionale
per chi vorrebbe trattenere
il vitale respiro in bilico
nell’improvviso vuoto.
Non è finita la vita
nell’attimo dell’attesa,
ma ha un senso la musica ,
se il passo lento dei perdoni
trascina l’anima umana
verso la sicura risurrezione.
Giuseppe Pierri.