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Non hai uno spazio di terra,
un cantuccio dove trascorrere
il tempo che ti pesa da quando
ti balugina il senso di attesa
noiosa per appagare i desideri.
Intanto continui a vivere
la storia di tutti i giorni
da antistorico,fuori della realtà,
tra sprazzi di luce accecante,
insensibile al destino di chi,
vittima ignara del male,
fuoriprogramma accetta
un’esistenza piena di stenti
e si piega all’inarrestabile declino.
Sappi che è merito del regista
muovere sul visibile palcoscenico
gli attori preparati ed ammirati:
marionette disattente
ed irrispettose del canovaccio.
Guseppe Pierri