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Ho sostato talvolta a Lungomare
a guardare l’alta banchina di scogli
che frenano l’agitata onda
risucchiata dal gorgo profondo.
È sempre presente e non muta
l’immagine sinuosa dell’acqua
che giunge impetuosa e veloce,
sibilante tra silenziose pause,
come l’indistinto sussurro.
Sorgono sulla costa punti di luce
che segnano segmenti di vita:
sono tagliati dall’umido vento
i bruciati volti dei pescatori,
ansiosi di tirare sulla spiaggia
la paziente rete, che reali
rende i loro taciti desideri,
mentre la luna splende tra le nuvole
e illumina il mare argentato.
Segue un dirottare di ricordi
all’infinito,come le incerte ombre
della notte all’apparire dell’alba.
Giuseppe Pierri.