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È opera dell’artista,prezioso contributo,
il monumento di recenti memorie,
costruito su una base d’acciaio
con lucide pietre di marmo.
E’ il lavoro delle esperte mani
di chi raccomanda all’immagine
il simbolo di guerriere virtù:
gelsomino nell’incolta terra.
È bello il volto pallido,
brutto lo sguardo truce,
folte le ciglia arcuate,
teso il braccio destro,
curva la gamba sinistra.
La piazza accoglie l’eco
rumorosa della gente curiosa,
allegra e serena,come l’aria
che si respira a primavera,
delusa o compiaciuta
per l’effetto plastico
del brutto e del bello.
L’opera rimane nella storia
ma non placa l’accettazione
naturale dell’intimo dolore,
espressione malinconica
di occhi sbarrati e delusi,
di labbra asciutte,arricciate,
di volti tristi e pallidi,
di mani tremanti che accarezzano
le teste piegate di bimbi
condannati alla solitudine,
come nell’infuocato deserto
alla ricerca dell’umida oasi.
Giuseppe Pierri